The Sea Inside

Il progetto “The Sea Inside” nasce dalla mia passione per la decorazione e per la fotografia.

Volendole unire entrambe in un unico lavoro, ho ricreato un vecchio dagherrotipo, ma con le particolarità e la tecnologia di una macchina fotografica moderna.

Volevo racchiudere in un solo progetto l’idea del tempo “passato” e “presente“.

Il primo passo è stato realizzare un video ambientato al mare che ne riprendesse i vari stadi da mosso a completamente piatto; ho scelto un posto in particolare, Tricase Porto, perché è caratterizzato da una luce molto particolare, con la quale gli scogli creano dei particolari effetti all’infrangersi delle onde.

Ho potuto notare quanto sia particolare la foschia che si crea con la salsedine marina e la particolarità di dettagli a cui solitamente non presto attenzione.

Successivamente ho montato i video al computer tramite dei software di video-editing, sovrapponendo al rumore delle onde la musica del compositore e polistrumentista Vangelis: “Conquista del paradiso”, “Fields of coral” e “Missing”. Ogni canzone è stata scelta in modo tale da essere in sintonia con la propria sequenza.

In seguito, ho realizzato la struttura del lavoro utilizzando del legno multistrato, assemblandolo con l’utilizzo di colla e viti per poi rivestirlo con del finto cuoio di colore marrone.

Ho praticato un buco sulla parte frontale per poter far vedere
il monitor inserito all’interno della struttura, al quale ho collegato un box interattivo Android per gestire la riproduzione interattiva del video del mare.

Ho ricreato, nella parte frontale, un cassettino forato in cui ho posto delle spugne contenenti dei sali che potessero ricordare l’odore del mare.

Ho inserito anche un telecomandino bluetooth per avviare e controllare il video, a rappresentazione dei tasti delle moderne macchine fotografiche digitali.

La parte frontale è interamente coperta da un panno in tessuto nero.

Ho deciso di usare il mare come soggetto del mio lavoro in quanto, molto spesso, rispecchia il mio stato d’animo con il suo impetuoso infrangersi sugli scogli.

Le mitologie legate al mare hanno origini ancestrali: la prima divinità che viene accostata a questo elemento è Nettuno, il quale abitava nei fondali marini.

Si inizia a parlare di “Nar Marratum” in Mesopotamia dove, per la prima volta, gli uomini iniziarono a confrontarsi con l’infinita distesa azzurra delle acque, iniziarono a studiarne il movimento causato dall’azione del vento e la generazione delle onde.

Con questo progetto ho voluto evidenziare i vari “stati d’animo” del mare che, come noi esseri umani, oscilla tra l’agitato e la calma piatta assoluta.